La prima azienda fotografica al mondo: Fratelli Alinari

Alinari, la prima agenzia fotografica al mondo è italiana

 

 

Firenze. 1852. Una delle città più importanti del Regno d’Italia, che si presterà, qualche anno più tardi, a diventarne la Capitale. Tre fratelli con una passione in comune. Un futuro promettente, per loro e per il mondo della fotografia.

Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari, nel 1852, decidono di percorrere una strada mai percorsa e scrivere la storia. L’aiuto finanziario di Giuseppe Bardi, il calcografo presso il quale Leopoldo Alinari aveva fatto il suo apprendistato, è decisivo nella nascita del piccolo laboratorio fotografico della famiglia: è la prima volta che compare il nome e il marchio Alinari.

Il 1854 è l’anno di fondazione della società che prende il nome di Fratelli Alinari, la prima azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione, destinata a costituire, nel corso del Novecento, la maggior fonte d’illustrazioni della grande editoria italiana.

Possiamo dire che la società Alinari e la fotografia stessa siano nate, o almeno cresciute, insieme. Solo dieci anni prima, infatti, venivano sperimentati i primi procedimenti e materiali fotografici. Gli Archivi Alinari testimoniano oggi questo percorso comune di evoluzione con il loro immenso patrimonio di 4 milioni di fotografie di proprietà.

Un patrimonio che offre uno sguardo a 360 gradi sul mondo della fotografia: dalla dagherrotipia, il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini, alla lomografia, ovvero la fotografia analogica, o ancora ai diversi generi fotografici esistenti.

Tanta fama, tante responsabilità. E un obiettivo: rappresentare la fotografia nel mondo. Il 1985 è l’anno decisivo. Con soli 15 musei dedicati esclusivamente alla fotografia allora esistenti nel mondo, Fratelli Alinari decide di inaugurare il primo museo di questo genere in Italia. Precisamente a Firenze, a Palazzo Rucellai.

La nuova sede si trova nell’ospedale di San Paolo in piazza Santa Maria Novella. Ospita mostre fotografiche, raccolte e lasciti di firme come Robert Anderson, Bill Brandt, Carlo Naya e molti altri. Il museo, inoltre, si occupa di conservazione e restauro dei supporti originali, con circa 350.000 positivi originali di tirature d’epoca, in cui si trovano procedure di sviluppo tra le più antiche.

Alinari è oggi leader nell’editoria fotografica, nonché concessionario ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività culturali per la vendita dei diritti di riproduzione di fotografie riproducenti le opere d’arte di proprietà dello Stato Italiano. Una storia poco conosciuta. Una storia di successo. Una storia italiana. Che in qualche modo ha cambiato la fotografia. Lo stesso che, a nostro modo e nel nostro piccolo, stiamo cercando di fare con Whoosnap.