«Non voglio combattere con i pugni, ma con le foto»

«Non voglio combattere con i pugni, ma con le foto»

 

 

[Tratto da Phaidon e Whizzpast]

Martin Luther King ha guidato il movimento statunitense in difesa dei diritti civili dal 1950 fino alla sua morte nel 1968, e se insieme ai suoi compagni attivisti ha avuto successo, oltre che grazie all’incredibile determinazione e alle capacità oratorie di King, è stato anche merito di alcuni fotografi, le cui immagini hanno sia raccontato che aiutato la nobile campagna di King.

Dorothy Courts entra in una nuova scuola liberata dalla segregazione razziale, 1957
© Douglas Martin

Basti considerare l’immagine qui sopra, del 1957, scattata dal fotografo della stampa statunitense Douglas Martin e riprodotto in “The Photography Book”. La fotografia risale a solo due anni prima dell’inizio della campagna di King, quando boicottò il servizio degli autobus divisi in base al colore della pelle a Montgomery, in Alabama, e raffigura i precedenti e pacifici anni del movimento.

 

Il reverendo Martin Luther King Jr., dopo il fatto di Montgomery, divenne la guida del movimento, e rimase incontrastato fino al 1960,” scrive lo storico d’arte Ian Jeffrey, “quando il suo impegno per la non-violenza fu messo in discussione da una nuova generazione di attivisti. Questa immagine commemora quella iniziale era di resistenza passiva”.

 

Fotografie come questa non solo documentarono i cambiamenti, bensì agirono anche come una sorta di strumento di campagna visiva, come spiega Jeffrey: “In parte il cambiamento avvenne a causa della distribuzione di immagini come quelle in cui i difensori della legge si presentarono come bigotti impettiti.”

Martin Luther King viene arrestato a Montgomery, Alabama, 1958 © Charles Moore

Non voglio combattere con i miei pugni, voglio combattere con la mia macchina fotografica” disse una volta Charles Moore, fotografo diventato noto per i suoi ritratti di Martin Luther King, in particolare con un negativo di King arrestato, ma subito rilasciato, per aver tentato di incontrare il leader dei diritti civili Ralph Abernathy a Montgomery, in Alabama. Charles Moore iniziò la sua carriera così, e fotografie come le sue offrirono una visione unica del movimento e dei rischi corsi dai suoi leader.

 

Durante i sette anni successivi, Moore scattò alcune delle più importanti fotografie del movimento per i diritti civili. Le sue immagini aiutarono a portare la realtà della situazione al grande pubblico, il quale ai tempi comprendeva oltre la metà degli adulti statunitensi.

Uno dei numerosi arresti di Martin Luther King © Charles Moore

Nonostante il pacifismo di King, e immagini come quelle dei fotografi sopracitati, la violenza è entrata regolarmente nella lotta per i diritti civili alla fine del decennio. Il magazine di Charles Moore ha documentato questo cambiamento, immortalando il trattamento riservato per i protestanti a Birmingham, in Alabama, nel Maggio 1963, quando la polizia, sapendo che le prigioni locali erano piene, usò idranti e cani per tenere i manifestanti fuori dal centro della città.

 

Mentre queste tattiche possano essere sembrate efficaci a breve termine, le immagini scattate da Moore quel giorno hanno solo rafforzato e diffuso la condanna per gli oppositori di King. “Il getto degli idranti sonda e comprime i soggetti neri tra due rettangoli bianchi in un’immagine che si pone come emblema della divisione tra bianchi e neri in atto durante le agitazioni per i diritti civili del 1960,” spiega Jeffrey.

Birmingham, Alabama, 1963 © Charles Moore

Moore è nato il 1931 a Hackleburg, in Alabama, e ha servito per tre anni la marina militare statunitense in ruolo di fotografo prima di frequentare quello che conosciamo oggi come l’istituto Brooks di fotografia della California. Il senatore degli Stati Uniti Jacob Javits disse che le sue immagini, alcune delle quali vennero pubblicate nel magazine Life, “aiutarono a aprire il passaggio per il Civil Rights Act del 1964”.

Race Riot, 1964 © Andy Warhol

Inoltre, la sua immagine dell’idrante ebbe un profondo impatto su un brillante, giovane artista di New York, chiamato Andy Warhol. Egli riprodusse le immagini di Moore, in cui venivano raffigurati i cani che attaccavano i manifestanti, in un set di stampe che vennero conosciute come “Race Riot”. Andy non era l’artista più impegnato politicamente, tuttavia riconobbe l’importanza e l’emotività dello scatto che riuscì a esprimere il cambiamento attuato dal Dr. King e i suoi compagni in tutto il paese, e le tattiche adottate da coloro che volevano assolutamente resistere a un tale cambiamento.

 

 

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