Foto dall’auto o dietro una finestra? Addio ai riflessi

Google e MIT insieme per il futuro della fotografia

Quante volte avete provato a scattare una foto dalla vostra auto o dietro una finestra chiusa? Non molte, probabilmente. Saprete già, infatti, che la vostra immagine – a meno che non si tratti di un effetto voluto – sarebbe rovinata da fastidiosi riflessi. Presto però potrebbero essere soltanto un ricordo, grazie a una ricerca condotta da Google e dal MIT di Boston. Il gruppo di ricercatori coinvolto ha presentato un paper al Siggraph 2015, conferenza internazionale dedicata alla grafica digitale e tecniche interattive tenutasi a Los Angeles tra 9 e 13 agosto.

Si tratta di un algoritmo studiato per rimuovere i riflessi dalle foto, ma utile anche per analizzare ed eliminare altri ostacoli, come gocce di pioggia su vetro e altri oggetti che ostacolano la vista, come un recinto davanti a un paesaggio. Le funzionalità sviluppate dai ricercatori del MIT – Tianfan Xue, Michael Rubinsen, Ce Liu e William T. Freeman – non sono ancora completate al 100%, ma già sembrano molto efficaci in una vasta gamma di scenari, compresi quelli più difficili a causa della scarsa illuminazione.
Il funzionamento dell’algoritmo è stato mostrato in una breve video clip (qui sotto) che potrebbe essere stata prodotta con uno smartphone. Tutto si basa sull’ordinamento dei livelli di profondità della scena mediante il rilevamento dei bordi nei singoli fotogrammi, cosa che permette poi di isolare le ostruzioni in primo piano ed eliminarle. A questo punto, il software permette di riempire lo spazio ostruito in base alle informazioni provenienti dagli altri livelli, arrivando a mostrare un’immagine più nitida e definita. Allo stesso modo è possibile tenere solo il riflesso e accantonare tutto il resto.

Esperimenti su tecniche del genere sono già stati tentati in passato, ma con risultati non del tutto soddisfacenti, tanto che quello svolto dai ricercatori del MIT e finanziato da Google sembra finora il migliore. Certamente il software potrebbe essere utile alle forze dell’ordine e investigative, che potrebbero analizzare con maggiore chiarezza immagini di ogni tipo. Ancora non si sa, però, se e quando questo tipo di tecnologia sarà disponibile per le macchine fotografiche e, in particolare, per smartphone e tablet. Tutto dipende dalla volontà di qualche investitore che scelga di raccogliere quest’idea e portarla sul mercato.