Foto di tatuaggi, quando l’apparenza inganna (e molto)

Foto di tatuaggi, quando l’apparenza inganna (e molto)

 

 

La pelle. L’organo più esteso del nostro corpo. Tela in continuo mutamento. Alan Powdrill, fotografo britannico, ha deciso di rendere omaggio a coloro che la vedono come un quadro, da riempire di inchiostro a proprio piacimento.

 

COVERED è il nome del progetto da lui sviluppato, in cui raffigura persone che hanno deciso di coprire se stessi di tatuaggi. Ogni soggetto si rivela in due immagini, una vestito e l’altra “vestito” di tatuaggi, che insieme dipingono un contraddittorio ma mai inconsistente ritratto di una persona e della sua storia.

 

Alan Powdrill non ha tatuaggi (per adesso), ma ammette di essere profondamente affascinato dalla body art, così come da tutto ciò che è sconosciuto, ribelle e audace. Alan ha notato, inoltre, che negli ultimi anni i tatuaggi si sono spostati dal regno degli outsider e degli emarginati, ai corpi di circa venti milioni di cittadini britannici.

 

Tuttavia, ciò che ha stupito maggiormente il fotografo, lavorando con veri appassionati di tatuaggi, sono i sacrifici economici e fisici a cui ognuno di loro è andato incontro per avere il disegno dei loro sogni sulla propria pelle. Ore di dolore e montagne di soldi spesi nella creazione di un pezzo d’arte, e tutti sono pienamente convinti che il gioco sia valso la candela.

 

Ogni tatuaggio racconta una storia di vita. E ogni storia evolve insieme al proprio tatuaggio. Questo ha cercato di mostrare con i suoi scatti, mostrando che quei tratti e quei colori impressi sulla pelle sono parte integrante di chi li porta. E non solo fisicamente.

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