I ‘vertiginosi’ autoritratti di Ahn Jun

I ‘vertiginosi’ autoritratti di Ahn Jun

Grattacieli, altezze mozzafiato, una fotografa che si spinge al limite, sempre. Se soffrite di vertigini sedetevi e cominciate a tenervi bene stretti alla sedia.

Ahn Jun non è un’acrobata. La fotografa sudcoreana ha vissuto a New York studiando alla scuola d’arte e design Parsons, e adesso si trova a Seoul, dove svolge un dottorato di ricerca in fotografia presso l’università Hongik. Jun ha avuto parecchio a che fare con le altezze negli ultimi anni, grazie alle città che ha visitato, e si sente così a proprio agio con i grattacieli che ha cominciato a puntarne le cime solo per fotografare se stessa sui cornicioni più mozzafiato. Soprattutto, ci tiene a sottolineare il fatto che gli scatti non sono stati modificati digitalmente, il che potrebbe far sentire leggermente a disagio coloro che soffrono di vertigini.

Ahn ha scattato i suoi autoritratti sui cornicioni degli edifici più alti di Seoul, New York e Hong Kong negli ultimi 5 anni. Usando solo un’imbracatura in alcune fotografie, Ahn dice che le sue fotografie non riguardano il coraggio. “Recentemente, alcuni media mi hanno descritto come un’artista senza paura, ma io non sono così e questo progetto non parla di questo”, dice nell’intervista con Artinfo. “In realtà io ho paura e il progetto racconta proprio questa paura e come il mezzo fotografico sovverta il contesto della paura”.

Spingendosi sempre al limite, Ahn posiziona la fotocamera su un treppiedi per scattare ogni secondo fino a quando la memory card è piena. In questo lasso di tempo cammina sempre più vicina al bordo dell’edificio per ottenere fotografie che sfidano le altezze più intimidatorie.

“É un momento così breve da non essere percepibile a occhio nudo,” spiega Ahn. “Normalmente scatto circa un migliaio di foto. Sembra di vedere un video di un lento e noioso movimento. Mostra chiaramente la mia paura, ma una o due foto riescono a sovvertire il contesto e sembra che in quel momento sia pacifica o addirittura aggressiva”.

Esposizioni in tutto il mondo. Europa, America, Asia. Una visione. Il vuoto in cui sta per lanciarsi nelle foto a rappresentare il presente, e le città con i loro grattacieli il futuro. “L’estremità è una sorta di simbolo psicologico per me,” aggiunge Ahn. “Quando guardo l’orizzonte posso vederla, ma non posso catturarla. Rimane come una fantasia per il futuro. Pensiamo sia di fronte a noi, quando in realtà non è così. Credo che il momento presente sia quel brevissimo istante tra il passato e il futuro. Sostanzialmente, quindi, tutti noi viviamo sull’estremità di qualcosa, tra la vita e la morte e tra ideale e reale”.

Tutte le immagini di proprietà di © Ahn Jun