Il ritmo della fotografia

Il ritmo della fotografia

Ciao Alessandro. Cominciamo con una tua breve presentazione.

Alessandro, 34 anni, vivo a Roma da sempre e lavoro in ferrovia. Amo la musica, suonare con il mio gruppo, il cinema, il viaggio e la fotografia.

Come ti sei avvicinato alla fotografia e cosa significa per te?

Ho iniziato forse per curiosità o per caso, forse per necessità…non saprei. Non parlo molto e forse le mie foto lo fanno al posto mio.

Nei tuoi scatti vengono spesso mostrate scene di vita quotidiana, sconosciuti catturati nei loro gesti abituali. C’è un elemento che contraddistingue il tuo stile fotografico?

Il filo conduttore è la normalità dello sconosciuto: l’attesa di un bus o di un semaforo verde, la lettura di un libro, parlare al telefono o prendere un caffè. Sono queste le storie che preferisco raccontare.

A questo punto vorremmo che ci mostrassi una foto che più di altre ti rappresenta, provando a descriverla.

Forse questa. Non è perfetta tecnicamente ma esprime appieno -almeno per me- la bellezza, il mistero, i contrasti e la spiritualità del Giappone. Si tratta di uno dei tanti piccoli templi lungo la salita del Fushimi Inari. Ho notato i raggi di luce che filtravano nel buio incendiando le stoffe rosse appese, e poi la volpe di pietra, la figura di spalle in preghiera. Mi sono reso conto del momento perfetto e ho scattato istintivamente. Credo di averla fotografata senza neanche guardare nel mirino e senza preoccuparmi troppo delle impostazioni della fotocamera.

Come hai già accennato, ci sono almeno altri due grandi interessi nella tua vita: i viaggi e la musica. Quanta influenza hanno sul tuo modo di scattare?

Per rispondere a questa domanda cito Rodney Smith: “Penso che la composizione in fotografia sia molto simile al ritmo in musica. Se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione”.
Sia chiaro, non ho la presunzione di avere un gran ritmo né di avere il suo senso della composizione, però non saprei trovare parole migliori per esprimere come la musica influenzi le mie foto. Lo stesso vale per il viaggio: cambiare posto impone un cambio di stile, un po’ come passare da un genere musicale a un altro.

Per concludere, prova a spiegarci i motivi per cui qualcuno dovrebbe avvicinarsi alla fotografia e quelli per cui dovrebbe tenerla alla larga.

Penso che la fotografia si rivolga a tutti quelli che hanno un minimo di curiosità e che abbia il potere di interessare anche chi non lo è in alcun modo. Non conosco motivi per tenere alla larga la fotografia dalla propria vita.

Se ti è piaciuta questa intervista, leggi anche quella di @martinamariottiph

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