La magia della Photo Manipulation

La magia della Photo Manipulation

Ciao Fabio, è un piacere poter intervistare un ragazzo così di talento. Raccontaci un po’ di te.

 

Ciao! Mi chiamo Phabio con la F e sono un aspirante ingegnere con la mente divisa tra razionalità (quel poco che basta per farmi rimanere con i piedi per terra) e creatività. Sono un appassionato di grafica e di fotografia. La fotografia di viaggio è una mia vecchia passione, nata forse in concomitanza con la mia sfrenata voglia di scoprire e curiosare per il mondo. La mia identità è celata nei miei scatti che raccontano di me più di quanto io potrei fare a parole.

Tu vieni da una città che è stata nominata patrimonio mondiale UNESCO e Capitale Europea della Cultura per il 2019. Quanto conta vivere in un posto del genere nell’avvicinarsi alla fotografia?

Vivere in una grande città è stimolante da tutti i punti di vista. Ma vivere nella 3ª città più antica del mondo, con oltre 150 chiese rupestri, che si affaccia su un canyon naturale tra i più spettacolari d’Europa scenario di capolavori cinematografici come “Il Vangelo secondo Matteo”, “The Passion”, “Ben Hur” e “Wonder Woman”, è come affacciarsi ogni giorno dalla stessa finestra ma vedendo sempre nuovi orizzonti.

Le tue foto risultano molto vivide, dai colori brillanti, fanno venire voglia di essere lì in quel momento. Quanto conta l’attrezzatura e quanto la post produzione per una buona riuscita negli scatti?

Senza dubbio l’utilizzo di un’ottima attrezzatura associato ad una padronanza dei software di post produzione permettono di realizzare uno scatto di buona fattura.
Dietro a una fotografia comunque, a prescindere dalla post produzione, non c’è solo l’attrezzatura adatta ma anche la passione che spinge ad avventurarsi in qualsiasi condizione ambientale e climatica per cercare il “profilo migliore” dell’oggetto fotografato. Saper cristallizzare quel particolare istante e di conseguenza possedere un buon occhio fotografico sono il punto di partenza per chi vuole ottenere un frame di qualità.

Continuiamo a parlare di editing e photo manipulation. Come ti sei appassionato al settore e quali sono i passi da seguire per chi volesse cominciare?

La photo manipulation è molto simile alla magia: ti permette di rendere visibile agli altri quella parte di mondo parallelo che ti frulla per la testa. Questo è stato il motivo per cui mi sono avvicinato all’editing e alla photo manipulation. Da sempre ho avuto una miriade di idee che però non ero in grado di rendere graficamente. Così un giorno ho deciso di intraprendere questa strada iscrivendomi ad un corso privato di grafica e pubblicità. Da lì sono diventato un Photoshop addicted. Armato di tavoletta grafica e pc realizzo tutt’oggi i lavori che prima  erano intrappolati solo nella mia testa.
Sembrerà scontato da dire, ma un corso da solo non basta. Occorre fare molta ma molta pratica per raggiungere i propri obiettivi.

Un aspetto meno tecnico ma non meno importante è quello del viaggiare. Tu hai girato abbastanza e fatto vedere parti bellissime d’Italia e del mondo, soprattutto attraverso il tuo profilo Instagram. Quanto questo social ha contribuito alla scoperta di luoghi ritenuti ancora inesplorati?

A mio avviso Instagram ha messo in luce e in alcuni casi ha dato vita nuova a luoghi inesplorati perché magari fuori dai grandi circuiti del turismo di massa.
Un esempio ce l’ho proprio vicino casa e sono i laghi di Monticchio: 2 specchi d’acqua nati all’interno del cratere di un vulcano inattivo. Ebbene proprio la mia foto di questo paesaggio naturale ameno e incontaminato ha attirato l’attenzione di molti amici Igers con i quali abbiamo organizzato diversi Instameet alla scoperta di questo luogo, che non ha bisogno di lustrini per brillare di luce propria.

A questo punto ti chiediamo di mostrarci una foto significativa e di descrivercela.

Ho questa foto particolarmente a cuore perché sullo sfondo della mia Matera c’è Federica, mia sorella. Le tonalità calde del tramonto sono le mie preferite, quell’ora lì rappresenta un pò la quiete dopo la tempesta, è un orario in cui amo scattare perché le linee si fanno più morbide e sinuose. Lei nel suo gesto di saluto sta congedando il giorno appena trascorso nella bella città, ma non è un saluto triste e malinconico, perché a quell’ora le luci si spengono, si accendono le stelle e inizia un altro spettacolo: Matera di notte.

Come ultima domanda prima di lasciarci, vorremmo che ci dicessi, secondo te, quanto conta la pratica e quanto lo studio per ottenere una fotografia che susciti ancora delle emozioni. Soprattutto oggi che tutti possono avere una macchina fotografica e accedere ai programmi di post produzione.

Esatto, proprio così! La fotografia oggi è alla portata di tutti. Attenzione però perché è diventata quasi una moda tra gli adolescenti e non. Ciò che ci permette di capire se è davvero una passione o una moda passeggera è l’avvicinamento allo studio con la dovuta pratica. Perché non si può pretendere di comporre una sinfonia senza conoscere le note. In quanto alle emozioni, beh, quelle non si studiano sui libri. Sono convinto che le foto non debbano essere perfette in senso tecnico per emozionare. Se poi oltre che emozionare sanno anche raccontare, allora diventano perfette.

Se ti è piaciuta questa intervista, leggi anche quella di @SimonaBertolotto

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