La serie fotografica che distrugge i tabù sull’albinismo

La serie fotografica che distrugge i tabù sull’albinismo

 

 

[Tratto da Feature Shoot]

Albinismo

/al·bi·nì·ṣmo/

sostantivo maschile

  1. Anomalia congenita ed ereditaria, che si manifesta nell’uomo e in molti vertebrati (mammiferi, uccelli, pesci), consistente nella depigmentazione parziale o totale della pelle, dei peli e dei capelli, dell’iride e della coroide, da cui deriva una colorazione molto più chiara del normale, spesso addirittura bianca; determina scarsa tolleranza sia visiva sia cutanea alle radiazioni luminose.

In molte parti del mondo, la realtà a proposito dell’albinismo viene spesso oscurata da folklore, pregiudizi e false supposizioni. In Tanzania e Burundi, vivere senza pigmentazione della pelle può significare essere costantemente preda di sciamani e stregoni, convinti che gli albini abbiano poteri sovrannaturali. In Sudafrica, le minacce alla vita sono molto meno terribili, ma i bambini affetti da questa anomalia congenita sono costretti ad affrontare pubbliche umiliazioni e discriminazioni nei cortili delle proprie scuole, e sono spesso visti come una maledizione dalle loro stesse famiglie. Il fotografo Sudafricano Justin Dingwall ha collaborato con l’avvocato Thando Hopa e il modello Sanele Saba, entrambi affetti da albinismo, per creare “Albus”, un inno all’estetica e alla bellezza spirituale del corpo umano.

Albus affronta un argomento rimasto un tabù in molte culture, e ha lo scopo di sovvertire secoli di bigottismo nei riguardi degli uomini e delle donne albine in Africa e anche nel resto del mondo.

Questa non è una serie che parla di razza, aggiunge Dingwall, ma della forza estetica e della grazia che molto spesso coincide con l’essere dissimili; “Trovo la differenza molto stimolante”, dice l’artista. Ma rendendo onore alla diversità, “Albus” corre molto più in profondità della moda contemporanea che raffigura i modelli albini come forti, taglienti, o come li considera il fotografo, “bizzarri”.

“Albus” evoca la ricchezza dell’iconografia religiosa e laica che insieme tessano un racconto ricco di sfumature e con un chiaro obiettivo di rinascita e rinnovamento. Hopa interpreta il ruolo della Vergine Maria; Saba viene battezzato nell’acqua prima di essere incoronato da farfalle e serpenti, entrambi simboleggianti la metamorfosi. Infine, oltrepassa una rete di miti e violenza per rivelare la serenità e la verità che vi giacciono al di sotto.

Tutte le immagini di proprietà di © Justin Dingwall