Le prime foto a colori della storia, scattate da un ingegnere

Le prime foto a colori della storia, scattate da un ingegnere

 

 

 

Capo dello stabilimento aereo reale a Farnborough durante la prima guerra mondiale, eccellente ingegnere, patito per l’aeronautica. Tutte le qualità di un perfetto ingegnere inglese, Mervyn O’Gorman. Ma anche tutte le qualità di uno dei primi  pionieri delle fotografie a colori, a quanto pare. Mervyn, infatti, parallelamente al lavoro, coltiva la passione della fotografia.

 

Le foto sono datate 1913, anno in cui la fotografia a colori faceva ancora i primi passi da neo-nata, e vedono come soggetto la figlia Christina in atmosfere surreali e oniriche che ci trasportano direttamente nella mente creativa e fantasiosa di Mervyn O’Gorman. Realizzate principalmente sulle spiagge di Lulworth Cove, nella regione inglese del Dorset, le immagini rivelano una tecnica brevettata nel 1903 dai fratelli Lumiere, l’autocromia, che, permettendo al pubblico di realizzare in autonomia le proprie foto a colori, rivoluzionò il campo della fotografia.

 

Il rosso, indossato da Christina in tutte le immagini, non è un elemento casuale. Questo colore, infatti, risalta maggiormente in questi primi processi di sviluppo, fornendo una sorta di guida per lo sguardo dello spettatore verso il soggetto principale. Un ingegnere, d’altronde, non può lasciare niente al caso. O’Gorman vedrà i suoi lavori fotografici riscuotere sempre più successo e li vedrà comparire nelle prima mostre di fotografia a colori.

 

Mervyn O’Gorman. Ingegnere. Fotografo. Pioniere.