Piccoli dettagli di una fotografia da mangiare con gli occhi

Piccoli dettagli di una fotografia da mangiare con gli occhi

Ciao Chiara, grazie per aver accettato l’intervista. Vuoi presentarti e parlarci un po’ di te?

Sono Chiara, ho 26 anni e sono nata e cresciuta a Milano. Ho da poco concluso il mio percorso di studi all’Accademia di Belle Arti di Brera e attualmente sono alla ricerca di lavoro. Ho numerose passioni, amo il cinema, la musica, i viaggi (specialmente in luoghi poco “turistici”), la natura. Ma le mie più grandi passioni in assoluto sono la fotografia e la cucina.

La prima cosa che salta all’occhio è la delicatezza dei tuoi scatti, vuoi per l’editing che scegli o per la presenza di oggetti che richiamano un certo calore, fiori e cibo su tutti. Come nasce uno stile ben definito in fotografia?

Per me è assolutamente essenziale osservare. Siamo circondati da immagini, viviamo a stretto contatto con la tecnologia, basta fare un salto sui vari social per trovare qualsiasi tipo di fotografia, tanto che ormai non ci si sofferma più a guardarle, così come si è perso il gusto di osservare ciò che ci circonda. Io mi ritengo fortunata perché da sempre un’attenta osservatrice, sia per quanto riguarda le foto altrui, sia perché amo in generale guardarmi intorno ogni giorno. Per me il vero segreto è osservare tutto, ma proprio tutto, un fiore, un animale, un viale, il riflesso sulla superficie di una pozzanghera, il sorriso di una persona, le sue rughe o la glassa su un dolce. Ogni cosa ha un suo lato “poetico” e fotografando cerco sempre di esaltare questo elemento, aiutandomi naturalmente con l’editing. I fiori e il cibo sono i soggetti che ritraggo maggiormente perché li considero tra gli elementi più fotogenici e rassicuranti in assoluto.

Tu hai anche un blog in cui è evidente la passione per la cucina. È nata prima questa o prima quella per la fotografia? Ci puoi spiegare meglio qual è il tuo processo creativo?

Sicuramente è nata prima la passione per la cucina; cucino sin da quando ho memoria, ho dei ricordi meravigliosi dei pomeriggi passati con mamma a fare i dolci. Poi negli anni la passione è cresciuta sempre di più, ho iniziato a sperimentare e personalizzare ricette, finché non ho sentito il bisogno di condividerle aprendo, appunto, il mio blog “Malibu For Breakfast”, che in seguito è diventato anche il mio nome sui social. La mia passione per la fotografia, invece, è nata più o meno all’età di 12 anni, quando mio padre acquistò la sua prima reflex, mentre prima mi divertivo a scattare, di tanto in tanto, con la macchina fotografica analogica di mia madre o con le usa e getta. Quella reflex diventò la mia coperta di Linus, anche se, all’inizio, le foto che scattavo erano dei disastri. In quegli anni ho anche iniziato a utilizzare Photoshop, più per divertimento che per altro. La passione per la fotografia e quella per la cucina si sono unite nel momento in cui ho iniziato a pubblicare le mie foto su Instagram, amo l’idea che attraverso una foto si possano, idealmente, trasmettere il gusto e l’essenza di una pietanza.

A tale proposito, come sempre facciamo, ti chiediamo di mostrarci una foto a cui sei particolarmente affezionata.

Senz’altro questa è la foto che preferisco in assoluto, so che è un cliché e che si trova in ogni servizio fotografico matrimoniale, ma per me significa molto e guardandola torno a quella giornata, mi sembra quasi di sentire nuovamente l’emozione della sposa.

Tu scatti con reflex o smartphone? In ogni caso, ci sono degli accorgimenti da tenere in considerazione quando ci si avvicina alla food photography?

Scatto quasi esclusivamente con reflex, tranne nelle occasioni in cui non la porto con me e in quel caso lo smartphone è la mia salvezza. Per quanto riguarda la food photography, la qualità della foto conta molto e i dettagli fanno la differenza, il cioccolato fuso lucido, lo zucchero a velo appena spolverato, il fumo che fuoriesce da una tazza di tè. Altra cosa importantissima sono le luci, che sono le migliori amiche dei dettagli, fanno risaltare ogni particolare del soggetto e i colori risultano più vividi. La luce migliore è quella naturale, ma assolutamente non con il sole diretto sul soggetto. In più utilizzo anche dei diffusori di luce che mi consentono di scattare in mancanza di luce naturale. Il set conta molto per dare alla foto lo stile che preferiamo, usando un tavolo di legno rovinato, posate antiche e strofinacci, ad esempio, otterremo una perfetta foto rustica. Posso assicurarvi che scattando, esercitandosi e improvvisando si trova sempre un proprio stile.

Per concludere, elencaci tre cose che sono per te fonte di ispirazione.

La natura in primis, per me è davvero qualcosa di magico e che non smette mai di affascinarmi. Poi sicuramente la pittura, in quanto cerco sempre di dare un taglio e uno stile quasi pittorico alle mie foto. Infine mi ispira molto il cinema. All’accademia ero iscritta al corso di Nuove Tecnologie dell’Arte e ho avuto modo di studiare a fondo il cinema e tutto ciò che si cela dietro questo mondo, le luci, i tagli, i piani, i campi, i colori, per me è qualcosa di magico e artistico al tempo stesso, pura fonte di ispirazione.

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