Alla ricerca dello stile perfetto

Alla ricerca dello stile perfetto

Ciao Federico, grazie di aver accettato questa intervista. Presentati ai nostri lettori.

Mi chiamo Federico Rava, ho quasi 28 anni e vengo da Alba. Studio giurisprudenza e recentemente ho iniziato a lavorare come fotografo e giornalista per la squadra di calcio della mia città che milita in eccellenza.

L’aspetto più evidente del tuo stile fotografico è la tendenza verso i portrait. Come si decide quale impronta dare ai propri scatti?

Non credo ci sia una vera e propria decisione dietro, sono più le sensazioni a muovermi in una direzione rispetto ad un’altra. Molte volte l’idea dello scatto arriva da una canzone, una pubblicità in tv o una scena di un film. Adoro quando riesco a vedere la foto ancora prima di averla scattata, anche se quasi mai riesco nell’intento di ottenere ciò che avevo in mente. Sono sempre stato attratto da ciò che ricorda il passato e gli stati d’animo legati ad esso, come la nostalgia. Vorrei ritrovare questo tipo di emozioni nei miei scatti, a prescindere dal fatto che siano ritratti, paesaggi, etc.

Sempre a proposito dei ritratti, la scelta ricade spesso su soggetti femminili. C’è una motivazione precisa?

I miei primissimi ritratti li ho scattati ad amiche e amici, ma col tempo, probabilmente influenzato dai fotografi che seguo di più, ho fotografato solo più ragazze. La cosa che più mi piace della fotografia è la sua versatilità e la possibilità continua di riscoprirsi, per questo sicuramente in futuro scatterò qualche ritratto maschile.

La tua fotografia ha subito una grande variazione nel tempo. Guardando per esempio il tuo Flickr, è evidente un’evoluzione rispetto agli inizi. Qual è stato il percorso che hai seguito e che ti ha portato fino a oggi?

Ho comprato la mia prima reflex nel 2011. Ho iniziato a fotografare la cosa che più era a portata di mano: i paesaggi delle Langhe. Ho continuato per qualche anno senza troppa convinzione, non ero motivato e cercavo un altro tipo di emozione nella fotografia. Nel 2014 un mio caro amico e artista (anche in campo fotografico) Riccardo Fissore, mi segnalò la pagina Flickr del fotografo che mi avrebbe poi fatto riscoprire la passione nella fotografia: Alessio Albi. Le sensazioni che ho provato guardando i suoi scatti mi hanno spinto a cercare quel qualcosa in più che mancava nelle mie foto. Il suo workshop è stata un’esperienza indimenticabile sotto il punto di vista degli insegnamenti e a livello umano. Da lì in poi è iniziata la sfida più grande: trovare uno stile che vorrei sentire tutto mio e che mi appaghi totalmente. Da una sessione di scatti a un’altra cambio sempre qualcosa sperando di fare qualche passo in avanti. A volte ci riesco, altre volte mi sento decisamente demoralizzato. Sono comunque delusioni che accetto e che fanno parte del percorso di crescita, non solo a livello fotografico ma anche personale e caratteriale.

Come facciamo di solito, ti chiediamo di mostrarci una foto a cui tieni particolarmente e descrivercela.

Questa foto l’ho scattata durante il workshop con Alessio Albi. È stato probabilmente il mio primo ritratto che ho apprezzato veramente. La bellezza della modella, Alessandra Barbieri, ha indubbiamente aiutato a renderlo uno scatto per me indimenticabile. Vi sono particolarmente legato perché è una foto costruita insieme ad Alessio. Inizialmente non avevo alcuna idea di come comporre l’immagine né come far posare la modella, ma in pochi istanti lo scatto è venuto fuori. Sono bastate due indicazioni riguardo la composizione e la posizione del ramo per incorniciare meglio il viso e la foto è comparsa. Proprio la semplicità con cui è nato lo scatto mi ha fatto capire che nella fotografia non c’è nulla di complesso, basta solo ascoltare quel sesto senso che alla fine rende ognuno di noi un po’ artista.

Ora una domanda più tecnica, considerato che i portrait sono il tuo cavallo di battaglia. Qual è l’attrezzatura che usi per questo tipo di scatti e cosa consiglieresti a chi volesse avvicinarsi a questo genere?

Sono un amante dei ritratti con un marcato effetto bokeh, per questo uso solo lenti fisse 1.8 Nikon montate su una d750. Possiedo un 28mm per i ritratti ambientati e paesaggi, un 85mm per i primi piani e infine quella che credo sia la mia ottica preferita per la sua versatilità e nitidezza: un 50mm. Il mio consiglio è andare per tentativi, sia per quanto riguarda le impostazioni sulla macchina sia per la scelta degli obiettivi, magari facendoseli prestare da amici. La mia “avventura” nella ritrattistica è iniziata proprio con il 50mm, che non mi ha mai deluso.

Siamo arrivati alla fine di questa intervista. Che cosa non deve mai mancare a un fotografo che si rispetti?

Come in ogni esperienza di vita, anche nella fotografia non può mancare l’entusiasmo e la voglia continua di riscoprirsi e migliorarsi sempre di più. L’ambizione è il motore che spinge ad andare avanti, senza però peccare di umiltà e rispetto.

Se ti è piaciuta questa intervista, leggi anche quella di @spotlessmind

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