Un’anima scissa in due che si ricongiunge nella fotografia

Un’anima scissa in due che si ricongiunge nella fotografia

Ciao Lara. Intanto grazie per aver accettato questa intervista. Parlaci un po’ di te.

 

Grazie a voi di cuore per avermi dato la possibilità di raccontarvi un po’ di me. Ventiquattro anni, curiosa e ottimista da sempre, divoro con tutti e cinque i sensi quello che mi circonda, una sorta di spugna pronta ad assorbire quante più cose possibili.
Ho vissuto per qualche anno a Londra dove ho avuto modo di crescere sia professionalmente che umanamente: è una città che mette alla prova anche l’essere umano più temerario, ma è stata una sfida incredibile che tuttora consiglio a chiunque.
Sei anni fa inoltre ho coronato il mio sogno più grande, quello di poter studiare e conoscere meglio la fotografia. La vita poi mi ha portato verso altre strade (lavorativamente parlando) ma essa rimane una componente fondamentale di me, la macchina fotografica è sempre rimasta al mio fianco, pronta a catturare quello che i miei occhi non vogliono farsi sfuggire.

Il tuo è uno stile che riesce a unire note color pastello a una carica espressiva molto forte. Un’apparente dicotomia che sembra un elemento costante presente nelle tue foto. Cosa vuoi trasmettere attraverso i tuoi scatti?

Mi piace pensare di riuscire a trasmettere una parte del mio essere. Quasi ad imprimere la mia personalità sull’immagine. La mia stessa indole è scissa in due parti piuttosto contrastanti fra loro (e tutti i Sagittario con ascendente Cancro mi capiranno), una più vivace e vigorosa e una più riservata e schiva.

Un’altra cosa che è emersa “studiando” il tuo profilo, è la passione per tutto ciò che riguarda la sfera della creatività. Sul tuo account Instagram compaiono spesso foto di libri o di disegni fatti da te. Hai partecipato a un’esposizione il cui tema era I Promessi Sposi rivisitati attraverso le immagini. Quali sono le influenze che più hanno pesato anche nel tuo modo di scattare?

Sicuramente l’aver frequentato il liceo artistico ha avuto un forte impatto su di me: sono sempre stata affascinata dall’arte in ogni sua forma e ho sempre cercato di perfezionare ed ampliare la mia conoscenza quanto possibile, cercando di non escludere alcun campo. Adoro la letteratura, per l’appunto, così come il disegno, il cinema, la cucina e, ovviamente, la fotografia. Non è raro infatti vedermi a zonzo per qualche museo con una fotocamera fra le mani, adoro immortalare le persone a contatto con l’arte: le loro reazioni, il loro modo di approcciarsi, spesso solitario e silenzioso.

Tu vivi a Milano, una città che si basa molto sull’immagine. È la capitale della moda e da lì partono molte delle tendenze che poi arriveranno nel resto di Italia. Come vivi la tua città, come un’opportunità o una sfida?

Direi come entrambe le cose. Ho “ripudiato” la mia città natale per tanto tempo, sentendola troppo stretta per il mio modo di vedere molte cose (e anche questo mi ha spinto a spostarmi all’estero). Ora finalmente io e Milano abbiamo fatto pace, parallelamente alla mia grande passione per la fotografia infatti mi occupo del customer care di un noto marchio della moda nato proprio in questa città. Questa esperienza mi sta dando modo di riscoprire positivamente ciò che dovrebbe rendere ogni italiano fiero: la nostra originale creatività e la nostra passione.

A questo punto vorremmo che tu scegliessi una foto a cui sei particolarmente affezionata e ce la descrivessi.

Tengo molto a questo autoritratto. Lo scattai poco più di un anno fa durante un periodo non facile e ancora una volta il mettermi a nudo davanti all’obiettivo risultò terapeutico. Nutro un amore infinito per gli autoritratti, riescono sempre a parlare al mio posto. Questo in particolare rappresenta tutto quello che era la mia essenza in quel preciso momento: un qualcosa da riempire, che rifletteva solo un incolmabile senso di vuoto.

Chiudiamo la nostra intervista con un’ultima domanda. Cosa vuol dire essere un fotografo?

Come ogni altra forma d’arte senza dubbio vuole dire “dare voce a quello che la propria mente crea e portarlo alla realtà con i modi ed i mezzi che ognuno sente più suoi”. Nel mio caso la fotografia mi ha spesso permesso di comunicare cose che non riuscivo a trasmettere con le parole. E’ stata una valvola di sfogo irrinunciabile che mi ha permesso di migliorare come persona, di crescere e, perché no, anche di uscire da momenti non troppo piacevoli del mio percorso.

Se ti è piaciuta questa intervista, leggi anche quella di @iphabi0

All rights reserved © Whoosnap