I piccoli trucchi di un fotografo paesaggista

I piccoli trucchi di un fotografo paesaggista

Ciao Roberto. Iniziamo con una presentazione di rito. Raccontaci un po’ di te.

Ciao! Sono Roberto e ho 21 anni. Sono marchigiano, ma da due anni mi sono trasferito a Firenze dove studio all’Università di Scienze Faunistiche. Nel tempo libero mi piace divertirmi un po’ con la mia Nikon D7100. Amo moltissimo la natura e gli animali. Sono un ragazzo molto attivo che adora stare all’aria aperta.

Come è nata la passione per la fotografia e a cosa si deve rinunciare, soprattutto data la tua giovane età, per essere un buon fotografo?

Mi è sempre piaciuto fare foto, ma la passione vera per la fotografia è nata con l’inizio dell’università. Amo moltissimo gli animali, per questo ho scelto questo tipo di studi. Pensai subito che la fotografia fosse un ottimo modo per immortalare le moltissime specie e i bellissimi luoghi che avrei visto nel mio cammino. Dunque ho acquistato la mia prima reflex e da quel momento non ho mai smesso di portarla con me. Per essere un buon fotografo, secondo me, bisogna passare molto tempo a sperimentare, ma soprattutto è importante conoscere la propria macchinetta fotografica e l’attrezzatura in generale. Nel mio caso è anche fondamentale conoscere il paesaggio e il tipo di animale che abbiamo davanti. Non è un tipo di fotografia in cui regoli l’illuminazione, posizioni il soggetto e ti siedi comodo per scattare, ma devi, bensì, cogliere il momento giusto, sapere l’ora del giorno giusta per fotografare e magari rimanere appostato per ore prima di avere lo scatto perfetto. Per questo bisogna fare anche dei sacrifici e magari rinunciare qualche volta a uscire con gli amici.

Tu spazi dai landscape ai macro, fino ad arrivare ai portrait. C’è una tecnica che senti più tua?

Mi piace molto fotografare la natura e per questo mi sono orientato più verso il landscape, naturalistico e macro, però penso che un buon fotografo debba conoscere e sapersi districare in tutti gli stili fotografici. Questo è importante soprattutto agli inizi quando un giovane fotografo deve scoprire lo stile e la tecnica che preferisce affinare. Una tecnica nello specifico che mi piace molto è la lunga esposizione, sia di giorno che di notte.

A proposito di tecnica, quale attrezzatura senti di consigliare per ognuno di questi stili?

Secondo me non c’è un’attrezzatura migliore e universale, tutto dipende con quale il fotografo si sente più a suo agio. Molto importante è di certo il treppiede nel caso di landscape e macro, perché tornare a casa con la maggior parte delle foto mosse dopo una vacanza o dopo aver fatto una lunga camminata non è molto piacevole. È fondamentale per un fotografo testare più attrezzature per capire qual è quella più adatta a lui e al suo stile.

A questo punto ti chiediamo di scegliere una foto che a cui senti di essere particolarmente legato e di descrivercela.

Questa foto l’ho scattata durante una mia vacanza a Tenerife, al Monkey Park. Stavo fotografando due piccoli di macaco che giocavano e all’improvviso, dopo aver tolto l’occhio dalla macchinetta, mi ritrovo quest’esemplare femmina che si era avvicinata lentamente. La fissai poi scattai subito la foto e ora, tutte le volte che riguardo questa immagine, mi rivengono in mente i suoi occhi che in un solo sguardo sono riusciti a comunicarmi tutte le sue emozioni.

Un’ultima domanda prima di salutarci: pensi che la fotografia possa diventare una professione o vuoi che resti solo un hobby?

Per ora è un hobby dato il tempo che lo studio mi porta via, ma vorrei che questa passione sviluppi in qualcosa di più. Ultimamente sto cercando di far fruttare il mio sforzo e il tempo che dedico alla fotografia, così da poter perfezionare la mia attrezzatura, per migliorare i miei scatti, che a volte effettuo in condizioni non ottimali.

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