Mobile Photographers, la storia di Isthyaq Sheriff

La storia di Sheriff e del suo talento per la mobile photography

 

Oggi la maggior parte degli smartphone ha raggiunto un tale livello di qualità fotografica da essere buona per un utilizzo professionale, che si tratti di matrimoni, eventi sportivi o, nei casi più eclatanti, di prime pagine di giornali e riviste. Non è un caso che stia gradualmente nascendo una comunità di fotografi dilettanti che, armati dei loro cellulari, producono materiali tutt’altro che scadenti. Anzi. È la storia dell’indiano Isthyaq Sheriff, che potrebbe essere uno dei primi al mondo tra loro.

Appassionato di fotografia, ha cominciato a scattare con uno dei primi telefoni dotati di fotocamera e da allora non ha più smesso. Usando sempre e solo smartphone, senza mai passare a macchine fotografiche professionali. E Sheriff ha saputo distinguersi. Le sue foto, ad esempio, lo hanno portato nella Top 10 dell’International Mobile Photography Day del 2013, organizzato dalla Nokia. E ha una propria collezione di foto mostrate sul sito web del National Geographic, una delle riviste più celebri e importanti al mondo a livello iconografico.

Sceriff è nato nel 1984 a Anekere, nella regione indiana Karkala. Si è laureato al Micro Business Management College nel 2008 e ha poi iniziato a lavorare per ABD Tours and Travels all’aeroporto di Mangaluru. La passione per la mobile photography è nata agli inizi del 2006 con il suo Nokia 6630. «Quando ero un ragazzino – ha raccontato a Daijiworld – ero pazzo di fotografia. Non ho mai avuto fotocamere digitale e ho cominciato a scattare foto con la fotocamera del mio telefono. Per molti anni ho continuato farlo e tutte le modifiche apportate alle immagini sono state fatte sul telefono stesso».

Oggi Sheriff si è fatto un nome e ci è riuscito nonostante non sia stato appoggiato dalle persone a lui più vicine. «I miei genitori continuavano a dirmi che stavo sprecando il mio tempo con la fotografia. Ma non ho mai smesso e avrei persino voluto occuparmene a tempo pieno», ricorda. «Ma non ho avuto alcun supporto e così sono andato avanti con il mio lavoro in aeroporto. Eppure, ho trovato il tempo per non rinunciare del tutto a scattare».

Al momento, Sheriff si sta dedicando a fotografare i volatili. «Molti fotografi – spiega – ritraggono fauna selvatica e si dedicano alla fotografia naturalistica ma l’interesse verso gli uccelli è molto poco, quindi voglio raccogliere questa sfida». Continua a lavorare e a fotografare nel tempo libero, rigorosamente con lo smartphone. Alla luce della sua esperienza personale, però, ha un messaggio ai fotografi in erba. «Oggi i cellulari sono usati per chiacchiere e selfie, ma possono essere utilizzati anche per fare buone fotografie. Attraverso la mobile photography è possibile mostrare il proprio talento».