Quando l’essenziale è invisibile agli occhi

Quando l’essenziale è invisibile agli occhi

Federico Marotta, una passione per i paesaggi unita a quella per la fotografia. Ciao Federico, raccontati ai nostri lettori.

Ciao amici, mi chiamo Federico Marotta e vengo da Lucera, un paese in provincia di Foggia. Attualmente, però, vivo a Roma e più precisamente a Santa Marinella. Lavoro per il Ministero della Difesa e adoro la fotografia e la nautica.

Quando nasce l’amore per la fotografia e quanto spazio occupa nella tua vita quotidiana?

L’amore per la fotografia è nato qualche tempo fa, ma è negli ultimi due anni  che ho affinato, o almeno spero di averlo fatto, questa arte, attraverso lo studio costante e la pratica nello scatto. Appena ho del tempo libero parto alla ricerca di posti interessanti per trovare la giusta ispirazione. In modo particolare adoro la lunga esposizione, una tecnica che meglio si adatta alla fotografia paesaggistica.

Nelle tue foto è evidente un attento lavoro di post produzione. Quanto è importante questo elemento nella riuscita di una foto?

La post produzione è un aspetto importantissimo. In questa fase la foto si arricchisce di particolari che nello scatto possono non emergere subito, per via della luce oppure della scarsa luminosità. Un po’ come quando certi dettagli vengono visti dall’occhio prima dello scatto.

Hai una foto a cui sei affezionato e che ti va di descriverci?

Diciamo che sono affezionato a tutte le foto che pubblico, ma se dovessi indicarne una in particolare, probabilmente sceglierei quella in cui mia moglie cammina in un campo assolato.

Come hai conosciuto Whoosnap e quali sono gli aspetti che maggiormente ti hanno colpito di questa applicazione?

Ho conosciuto Whoosnap grazie a mio cognato Marco Biscotti, che è uno dei fotografi scelti all’inizio della vostra avventura in Italia, e mi è subito piaciuta l’idea.

Ci sono dei consigli che da fotografo e da Whoosnapper vuoi dare al fine di migliorare la propria tecnica?

L’unico consiglio che posso dare a chi leggerà questa intervista è che nello scattare dovete essere molto curiosi, non fermarvi mai a una sola inquadratura. La maggior parte delle volte le foto più belle sono quelle nascoste, quindi guardate avanti ma soprattutto intorno.

Se ti è piaciuta questa intervista, leggi anche quella di @mirrorvoice

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