Walter Rothwell, il fotografo semicieco che non si è arreso

Walter Rothwell, il fotografo semicieco che non si è arreso

 

[Tratto da The Phoblographer]

Chiedete a qualsiasi fotografo quale sia il suo strumento più importante e risponderà indicando i propri occhi. Walter Rothwell non la pensa esattamente così, infatti sostiene che sia la mente lo strumento più importante, anche se non deve essere molto semplice confutare il primo punto di vista.

Walter ha avuto un incidente quando era bambino che gli ha causato problemi alla vista. Un pezzo di ghiaccio ha tagliato il suo occhio sinistro, lasciandolo con visibilità parziale e sdoppiamento permanente della vista. Nel tempo ha imparato a ignorare la seconda immagine, sebbene fosse sempre presente, sfruttando solo un occhio. La cosa interessante è che egli era sempre cosciente della visione periferica sulla sinistra, e il cervello ha sostanzialmente diviso la visione, ignorando ciò che stava di fronte ma riconoscendo segnali e movimenti lateralmente.

Le cose cominciarono a cambiare l’anno scorso. Walter stava fotografando nel South Bank, una zona di Londra che si affaccia sul Tamigi, e nel momento in cui prese la macchina fotografica per scattare, un ragazzo che correva si scontrò addosso a lui. L’evento in sé non fu sconcertante, se non fosse che immediatamente il fotografo si accorse che la sua vista stava peggiorando. Un distaccamento della retina.

 

Questo portò Walter a perdere la vista dall’occhio sinistro. Vivere con cecità parziale in un occhio per alcuni anni, tuttavia, non lo preparò al perdere totalmente la vista nell’occhio sinistro. I primi tempi furono complicati e strani, ma passato del tempo riuscì a gestire la sua strana visione. Chiudendo l’occhio destro tutto si riduceva a luci sfocate e forme scure, e solo i soggetti più grandi erano distinguibili.

Quando cominciò a fotografare gli sembrava un sogno. Vedere e comporre con un solo occhio è ciò che, in effetti, faceva da anni. L’immediata affinità con la fotocamera era il chiaro segnale che la fotografia sarebbe stato il suo mondo e il suo futuro. Il tempo affinò la sua comprensione e il suo amore per lo strumento, con la sua capacità di scattare bellissime, divertenti e commoventi scene della quotidianità.

Adesso sono a mio agio con la mia monoscopica visione del mondo, che mi insegna molte cose, […] e ancora adesso penso che il cervello sia lo strumento più importante nella fotografia, però dannazione, adesso apprezzo molto di più la mia visione rimanente.”

Tutte le immagini di proprietà di © Walter Rothwell

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